LA BARCHESSA e L'ESSICCATOIO con ORATORIO

                    Unità ad uso direzionale c/o La Barchessa

La Barchessa offre spazi direzionali di pregio, modulabili da 100 a 500 mq o più, all’interno di una cornice storica unica ed esclusiva. Gli uffici, progettati per rispondere a diverse esigenze organizzative, sono disponibili sia come open space sia come ambienti suddivisi e godono dell’affaccio su Via Giusti, assicurando massima visibilità e una facile accessibilità.

Piano terra

C10 - Unità di mq 330 - possibilità di aggiungere un soppalco (mq 405)

esempio di layout

Piano terra

C11 - Unità di mq 130 

Piano primo

C12 - Unità di mq 202

Piano secondo

C13 - Unità di mq 330

Piano secondo

C14 - Unità di mq 113


        Spazio ad uso direzionale c/o L'Essiccatoio del Tabacco

La destinazione di questo originale edificio di circa 600mq viene pensata per attività direzionali o di ristorazione o per convegni, per esposizioni o per eventi.

Nel 1800 la famiglia Sacerdoti, divenuta proprietaria  della villa, crea un notevole centro di raccolta per l'essiccamento del tabacco, negli anni in cui la coltura era molto praticata nelle campagne padovane.

L’originaria barchessa viene quindi  sovralzata e trasformata in essiccatoio del tabacco creando così questo meraviglioso e imponente edificio la cui ristrutturazione accurata e geniale lo trasforma in luogo unico ed emozionante.

 

edificio esterno

edificio interno


L'Oratorio

Nella porzione sul fronte strada dell'Essiccatoio è presente una cappella/oratorio, un piccolo gioiello.

L’Oratorio di Sant’Anna è una cappella gentilizia (consacrata nel 1708) .

 

Fu portato al primitivo splendore nella seconda metà del ‘900 quando il commissario Leonildo Mainardi e la moglie Ersilia Bressanin acquistarono la villa in rovina e cominciarono i lavori di ristrutturazione.

Adibito un tempo ad abitazione del contadino (fu trasformato in sinagoga quando la proprietà passò dai Mocenigo alla famiglia Trieste di origine ebraica), l’oratorio dedicato a Sant’Anna (in onore della madre del Mainardi) fu abbellito dall’elegante travatura a ragnatela del soffitto, da colonne settecentesche e da una piccola abside che, sormontata da un semicatino, accoglie l’altare.

Non va, qui, dimenticata la lapide a memoria di Giorgio Mainardi, generoso ed eroico soldato caduto nella lotta di liberazione il 23 novembre 1943.

Sempre nella cappella, fu collocata una scultura del XV secolo: su marmi bianchi, dai contorni dorati, sono modellate, con raffinata sensibilità e vigore, la figura del Cristo e della Madonna.

Dopo quasi due secoli dalla sua costruzione, il 26 luglio 1972, si benediva la cappella appena restaurata alla presenza della Autorità Aponensi.